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Indice glicemico e carico glicemico: scopri cosa indicano, se sono utili davvero e perché non dovresti usarli come unico criterio nella tua alimentazione.
Cos’è l’indice glicemico e cosa indica
L’indice glicemico (IG) misura la velocità con cui un alimento contenente carboidrati aumenta i livelli di glucosio nel sangue, rispetto a un alimento di riferimento (glucosio puro o pane bianco). Viene espresso con un numero: più è alto, più rapidamente l’alimento alza la glicemia.
Cos’è il carico glicemico e perché è diverso
Il carico glicemico (CG) tiene conto sia della qualità che della quantità dei carboidrati contenuti in una porzione normale di alimento. A differenza dell’IG, il CG è più utile per prevedere l’impatto reale del cibo sulla glicemia.
Ad esempio:
- L’anguria ha un IG alto, ma CG basso (perché contiene poca quantità di carboidrati per porzione).
- Il riso bianco ha IG e CG elevati, ma l’effetto dipende dalla quantità consumata e dal pasto in cui è inserito.
È davvero utile scegliere gli alimenti in base all’indice glicemico?
No, se considerato da solo.
L’indice glicemico viene misurato su alimenti isolati e consumati a digiuno, in condizioni poco realistiche. Nella vita reale, mangiamo sempre pasti misti, dove fibre, grassi e proteine influenzano la risposta glicemica, rallentando l’assorbimento dei carboidrati.
Esempio: un piatto di pasta al pomodoro con verdure e olio EVO ha un impatto molto diverso dalla sola pasta bianca scondita.
I limiti dell’indice glicemico
- Non considera le porzioni reali.
- Non tiene conto del pasto nel suo insieme.
- La risposta glicemica varia da persona a persona, anche a parità di alimento (studi come quello di Zeevi et al., Cell, 2015, lo confermano).
- Può portare a evitare cibi sani con IG alto (come carote, anguria, pane integrale), perdendo di vista la qualità complessiva.
Quando può essere utile l’IG?
- In alcune strategie nutrizionali per diabete di tipo 2, o per gestire la performance sportiva.
- Come strumento di supporto, ma non come criterio principale.
Conclusione: valuta sempre il pasto nel suo insieme
Fissarsi solo sull’indice glicemico è riduttivo. Bisogna prendere in considerazione anche l’alimento, le porzioni, gli abbinamenti e la frequenza di consumo.
Una dieta bilanciata, varia, ricca di fibre e basata su alimenti minimamente processati ha un impatto molto più positivo sulla salute che rincorrere numeri come l’IG
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